DIO HA CREATO ROMEO E GIULIETTA

Dio ha creato il mondo, la donna ed l’uomo. Dio ha creato l’odio e l’amore e la vendetta. Dio ha creato sia M+ontaigne sia Capulet, ma anche Shakespeare. Dio ha creao il teatro. Perche   l’unico Dio e stato capace che un ora e mezzo dipingere tra luci ed ombre, utilizando parole scelte bene, pensieri belli navigando tramite i sentimenti per trovare quei sentimenti di amore collegandoli con la morte nelle nozze della perfezione oppure eccellenza. Giulietta e morta accanto a me. Si e piantato il pugnale seriamente nel cuore mentre io non sono riuscita nemeno questa volta fermarla, pero ho diviso con lei il suo dolore penetrante. Comunque, perche doveva vivere? Non aveva  piu vedere altroche un mondo in una quera perpetua, senza l’amore, toleranza, pero’ tanto crudo, un mondo dove i sacrifici di Mercutio, Romeo non sono stati capaci di sparire momenti di aroganza e la sette di potere. Passando da una lingua d altra la situazione degli innamorati diventa evidentemrnte anche possibile dapertutto in ogni momento. La comunicazione verbale e nonverbale fa nascere una onda di emozioni come avesse visto per la prima volta, Shakespeare

Un numero importante degli attori romeni ed italiani vestiti in abiti simpli, ma funzionali(vedi il vestito di Maria Pascale) danno via libera ai loro fisico di divintare come fossero le repliche verbale stesse in una fiaba che pratticamente non necessita piu nessuna traduzione. Le scene di danza, di lotta, di deduzione, di confrunto portano alla superficie una il limbaggio che non puo comprendere. „La tragedia e nata dalla musica” a detto il filosofo.Nietzsche. Nello spettacolo, la musica ha un ruolo di liante nell ambito della interra presentazione della recitazione cosa che significa un altra voce del narratore, una voce sia grave oppure sinistra, sia infantile. Le luci (Michelangelo Volpe e Michelangelo Campanelo) colgono la coperta degli difetti umani, cosa che da piu potenza all esperienza di vivere, afetti, cosi si riesce nascondere delle incertitudini, tutto cio riversandosi verso un Crist schiacciato gia senza che si sappia quante volte dagli uomini.

Il mondo di questo spettacolo e un mondo ridotto verso l’essenza vera ovviamente senza nessun supplimento, senza signifficati per quanta riguarda scenografia e decoroso, cioe cose in piu, tutte parte di cosidetta inutilita. Per il fatto che l’amore e la morte vivono realmenteinsieme fanno piena la.particella, avvicinano lo spettatore tenendolo stretamente fino alla fine, cosi non lasciandoli nessuna speranza di liberta’. Il testo lascia la possibilita al regista per accentuare l’aspetto tragico e psihologico toccando dei punti sensibili con alcune conotazioni  sia sociali che politici.

La rivalita’ tra le due famiglie nella lotta per potere e riportata dall intoleranza tra le due culture in un  mondo senza dei visti con le varie mobilita’, ma non possono essere annichilate, l’inclusione e l’exclusione resisteranno a tuute le tendenze di equaliamento e l’uniformazione, anzi, potrebbe succedere che, attraverso l’arte, faccia in maniaera tale che renda liscio le differenze e gli orgogli esistentei (in poche parole, mi piacerebbe che io veda lo spectacolo anche in Italia).

Michelangelo Campanale sembra che ha rischiato cadendo nel limbaggio universale del teatro. Gli attori di tutti e due paesi, di varie eta’, riescono una recitazione intensa, compatta e di alto nivello. Percio sarebbe bene promuovere ogniuno degli attoridi grade livello cosi dimostraoodosi che non opperiamo con le categorie limitative. Sono piu che sicura che in questo modo si darra le forme e contento sempre piu belle  a questa conosciutissima fiaba d’amore della dramaturgia universale.

Maria Pascale (Lady Capulet) ha construito una donna da un lato moderna ed independente, e da un altro lato non tanto piena di potere di fronte ad un patriarca, diciamo, ancestrale. Salvatore Marci (Capulet, il padre di Giulietta) ti fa da ricordare ai personaggi di god father, fa nascere la paura, proponendo la durezza. Attraverso ad uno sguadro di acciaio, impone le sue regole senza tante parole. Riempie il  palcoscenico, ma il magnetismo, ma il personaggio e da detestare oppure odiare.                                  

Ușvat Ovidiu (Montague, il padre di Romeo) riesce imporrersi con dignita e la sicurezza di un attore con esperienza tenendo petto all esplosione di talento che si scorpe subito dalla sua partenera della scena. Il suo talento vola permanentemente con la succulenza del ruolo.

La meravignioza Camelia Pintilie in Lady Montague! La bellezza dall’actrice diventa di piu dopo il ruollo, la stessa cosa succedendo con il talento suo che cresce quanto il ruloo e piu succulente. Dal modo perfetto di recitazione all inglese di BBC in quale dice un monologo doloroso, dal movimento sulla scena come studio e la posizione di fellina in panico, pero aspettando il toppo, nella scena, conferisce al suo rollo nuove carate, nascondendosi di Lady Montague di un imagine, di una donna frivole e superficiale tutto cio dedicato alla galeria delle donne potente per le quale la maternitta li porta forze quasi supranaturale.

Trio Mircea Alexandru Băluță (Tibalt), Mihai Mitrea (Mercutio), Alex Popa (Benvolio) salgono sul palcoscenico senza stridenza, ma con emozione, discretione, practicalmente con l amicizia maschile. Pieni, tutti e tre, con le idei di giovani,conquistatori, pieni di giovinezza, avendo ancora  rami della candore dei piccoli ragazzi, passionati quando serve all onore, all amicizia, alla fiducia, i tre attori fanno uscire fuori da se stessi energia cosa che supera la limite del controlo e dall’allenamento cosa che  dimostra talento puro di tanto coscenza cosa che, tutto cio’, merita di essere tanto aplaudito.

Andreea Hristu (la balia di Giulietta) un po brichina, piena di energia, forza nella luce del suo fascino e l’umore dalla sua dotazione, la recitazione seria, riesce fare un personaggio da non dimenticare, solo verossimile. Anamarita De Michele (la balia di Romeo) e pienna di dolcezza  di mitezza e riservatezza. Domenico Piscopo (Paris) e forte, pieno di vigore e virilita assieme alla giovanezza. Andreea Bettaglio (il prete) ha puntato sulla forza della parola detta e sulla propria carisma sul palcoscenico. Molto calma, tenendo conto della misura, non faceva dei gesti strani e pure qualche inflessione strana. Pieno di autorita senza essere autoritario, ma sofre dentro di se sappendo il finale della fiaba..

Dan Pughineanu (Romeo) e sempre soridente come un verro Romeo, affocatocome lui, pero sofre assumersi il personaggio con affetto. Il suo Romeo si appoggia sulle inteazioni con tutti gli altri personaggi in questo modo diretto oppure indiretto. E pieno di delicatezze, e’ divertente, credibile e’ comnovente nelle sue tirade a volte miscelando le due lingue.

Dal primo suo ingresso nel palcoscenico ho visto subito la sua bellezza forte dell actrice Catia Caramia, ricorrdandomi il profile di Irene Papas. Mi sono domandato se questo tipo di belezza di effigie greca non nasca un ostacolo all incontro con il persnaggio adolescentine di Giulietta. Una domanda chea e tenuta poco, si  e consumata rapidamente perche mi sono resa conto che di fronte a me era unn’actrice credibile, profonda, umane, tragica e ludica, una Giulietta mai incontrata fino adesso. Stando attenta e discreta, con l’emozione, stando tra  l’intuizzione e lucidita’, senza essere in nessun momento falsa, tanto coerente, sicura nei difficili momenti e non vulnerabile mostrava le mani potenti come fossero la prolongazione dell anima, Catia Caramia e stata non solo vicina a me, ma anche della mia mente, dal mio pensiero, dalle mie aspettative. Eugenio Barba diceva che„ Il teatro nasce da una continua scoperta degle idee di autori, ma anche dagli attori verso il publico”. Catia ha fatto nascere di fronte a me in maniera che la Giuletta lavorasse come purificatrice per tutti noi.

Non so se sono stata capace di prendere in miraggio, le tenebre, la luce, la delicatezza, il potere,  l’energia dello spetacollo, ma mi siono sentita acanto a tutti gli attori !

Il teatru non si puo descrivere e anche lui non si lascia essere descrito. Il teatro si vive e si lascia vivere.perche il teatro e’ il figlio del dio, un dio che a  volte  lo chiamiamo Shakespeare

Romeo e Giulietta

(Romeo și Julieta)

dall’opera di William Shakespeare

adattamento Michelangelo Campanale

regia e scene Michelangelo Campanale

luci Michelangelo Volpe e Michelangelo Campanale

con

Giulietta: Catia Caramia

Romeo: Dan Pughineanu 

Madre di Giulietta: Maria Pascale

Madre di Romeo: Camelia Pintilie

Padre di Giulietta: Salvatore Marci 

Padre di Romeo: Ovidiu Ușvat 

Tebaldo: Mircea Alexandru Băluță

Mercuzio: Mihai Mitrea 

Benvolio: Alex Popa

Balia di Giulietta: Andreea Hristu 

Balia di Romeo: Annarita De Michele

Prete: Andrea Bettaglio

Paride: Domenico Piscopo

cura del movimento scenico Vito Cassano

cura del testo Katia Scarimbolo

assistente alla regia Annarita De Michele

direzione tecnica Michelangelo Volpe

tecnico di scena Antonio Longo

costumi Maria Pascale

cura del progetto Maria Rotar

cura della produzione Antonella Nitti e Delia Tondo

ufficio stampa Antonietta Magli e Serena Manieri

visual designer Mariagrazia Proietto

social media Paolo Paparella

Si ringraziano Isa Pellegrini, Annalisa Bellini, Giorgio Testa, Giulia Gaudimundo, Raul Nappi, Arianna Baroni.

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